• Monica Toso

Vietato dire #NATALE


E meno male che ci hanno ripensato!


Perchè già ci stavamo interrogando su come poter spiegare ai bambini il concetto di un Natale politicamente corretto. Semplice per le prossime vacanze, che si sarebbero potute definire d'inverno, ma per il Babbo che tanto aspettano come avremmo dovuto regolarci?


L'idea era quella di sostituire in battuta, ad ogni lettura o proiezione visiva, il nome di Babbo Natale con quello di Santa Claus ( il che già per sè sarebbe stato linguisticamente oltre che politicamente tutt'altro che corretto..) e di suggerire ai genitori, la sera della vigilia , di pronunciarsi con "bambini fate i bravi e andate a dormire presto che stasera arriva il Babbo delle feste", che se poi i bambini stessi avessero avuto da ridire e ci avessero corretto avremmo dovuto prontamente ribattere con " cosa vuoi saperne tu che sei piccolo, è così e basta perchè lo dico io" , mica potendogli spiegare la lunga storia dei commissari europei che si erano messi in testa di fare la vulgata del Natale.


Quanto alle tante Maria e agli altrettanti Giovanni presenti nelle nostre classi avremmo dovuto trovare dei nomignoli, meglio con la lettera inglese tipo Mary e Jo per confondere le acque, si sa mai che qualcuno si offendesse a sentirli correttamente nominare per l'eccessivo richiamo alla cristianità.


( Si ricorda nel contempo ai luminari di Bruxelles che le docenti da tempo si applicano nella corretta pronuncia di nomi ben più difficili e di chiaro rimando a culture di fede e tradizione non certo cristiana, secondo il principio del rispetto reciproco)


E così anche l'avvento del dì di festa ( guai a chiamarlo Natale) sarebbe trascorso a convertire nelle canzoncine il nome di Gesù con Perù, a bandire storie di presepi e stelle comete, a bannare la parola politicamente scorretta vicino agli auguri, alle vacanze, alla vigilia, ma chissà ... magari arrivando anche a quel Natale di Roma che si celebra il 21 aprile, a quello di sangue di D'annunzio fino a tutti quegli umili, oscuri, illustri, splendidi, nobili natali di cui si parla non solo a dicembre.


Il tutto, si ricorda, mentre problemi ben più seri affliggono l’umanità, come l’emigrazione, la disoccupazione, le perdite di lavoro, la fame, la miseria, le malattie, le guerre, la pandemia, la violenza sessuale, le discriminazioni di genere.


Insomma per quest'anno il Natale è salvo. Possiamo star sereni... almeno fino a Pasqua!


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