• Monica Toso

Una giungla di norme per salvare la scuola: sicurezza o "pandemia burocratica"?

Davvero difficile districarsi oggi in mezzo alla normativa per la gestione dell’emergenza Covid-19. Norme emanate e poi superate da altre. Campeggia così il disorientamento per la giungla di regole che, evidentemente, non sono state accompagnate da studi di fattibilità su quanto il sistema dei tamponi fosse in grado di reggere la nuova ondata.

Modificare il sistema dei colori e semplificare le regole per la scuola. E' quanto chiedono ( finalmente n.d.r ) le Regioni al governo.


“Guardare al futuro e procedere rapidamente verso una normalizzazione della situazione che consenta una ripresa più ordinata e il rilancio del nostro Paese. Questi gli obiettivi che ci siamo posti oggi e che sono la base di una posizione che i Presidenti delle Regioni hanno condiviso in modo unanime”, ha dichiarato Massimiliano Fedriga, Presidente della Conferenza delle Regioni.


Il superamento del sistema a colori delle zone di rischio, assieme all’esigenza che la sorveglianza sanitaria sia riservata ai sintomatici, dovrebbero dunque rappresentare i caposaldi di un documento che sarà inviato nei prossimi giorni al Governo e cui, verosimilmente, l'esecutivo comincerà a prestare attenzione dopo l' "impegnativa" elezione del Capo dello Stato in corso.


Va poi semplificata la sorveglianza nelle scuole, sottolineano le Regioni, precisando che "sotto questo profilo per non interrompere continuamente l’attività didattica in presenza è opportuno tenere in isolamento solo gli studenti positivi sintomatici".


Il documento che le Regioni hanno preparato da sottoporre al Governo prevede dunque : “revisione e superamento dell’attuale sistema di sorveglianza nelle scuole, procedendo alla sospensione della didattica in presenza solo per i soggetti sintomatici; sospensione del contact tracing e mantenimento dell’autosorveglianza“.


Un documento che noi tutti, rappresentanti della scuola, ci auguriamo venga preso seriamente in considerazione, perchè l'alternativa sarebbe quella di incartarsi tra regole e misure scoordinate e persone seriamente preoccupate, quando non incazzate.

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